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Tutte le principali notizie e gli aggiornamenti dal mondo Caviro.

  • Caviro presenta il suo primo Bilancio di Sostenibilità

    Un elemento integrante della crescita del Gruppo, nonché lo strumento principe per darne testimonianza

    Dopo oltre 50 anni di storia, scanditi da una tradizione di rispetto per il territorio e per il lavoro, il Gruppo Caviro ha presentato il suo primo Bilancio di Sostenibilità: una testimonianza trasparente, attenta e rendicontata, pensata per condividere con tutti gli stakeholder le buone pratiche del Gruppo e i valori che ne sono ispirazione e fondamenta.

    La presentazione – organizzata a Milano presso la Fondazione Catella, con una Tavola Rotonda condotta dalla giornalista Tessa Gelisio – ha portato diversi esperti ambientali ad approfondire il tema della sostenibilità, percorrendo la storia di Caviro insieme al Direttore generale SimonPietro Felice.

    Quello di sostenibilità, è un concetto insito nel Dna stesso di Caviro, che come cooperativa è nata e si è strutturata quando ancora le politiche ambientali non erano un trend di posizionamento aziendale.

    Il modello cooperativo si è dimostrato fin da subito vincente – racconta il presidente Carlo Dalmonte -, capace di unire l’obiettivo della sostenibilità sociale ed economica a quello dell’impatto ambientale, ergendosi a fondamento della continuità e lungimiranza della visione aziendale. Per questo è possibile affermare che la stesura del Bilancio di sostenibilità è stata la naturale conseguenza di un percorso che arriva da lontano”.

     “Ogni nostra azione – precisa Dalmonte – è il risultato di una intensa attività di ricerca e impegno, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030, un lavoro di squadra che punta alla riduzione dell’impatto ambientale in tutta filiera, creando una struttura esemplare di economia circolare, territoriale ed extraterritoriale”.

    Alla base di tutto c’è una solidità economica che consente al Gruppo di adottare scelte consapevoli e di sostanza, nel quotidiano quanto nel lungo periodo. In questo scenario il primo bilancio di sostenibilità è, per Caviro, sia un elemento integrante della propria crescita, sia lo strumento principe per darne testimonianza.

  • Al Persolino di Faenza la cantina didattica intitolata a Leonardo da Vinci

    Il nuovo omaggio al Genio del Rinascimento è parte di un progetto pluriennale che Caviro ha dedicato all’incontro tra scuola e lavoro

    Grazie a un’iniziativa congiunta di Caviro e dell’Istituto professionale Persolino-Strocchi di Faenza, la cantina didattica della scuola è ora intitolata a Leonardo da Vinci, poliedrico Genio del Rinascimento appassionato di vino e viticoltura.

    La ‘Cantina didattica e sperimentale Leonardo da Vinci’

    L’iniziativa, giunta proprio nell’anno che celebra il 500° anniversario della morte di Leonardo, fa convergere due diversi intenti: da un lato, il recupero e la valorizzazione dei metodi di vinificazione avviati da Leonardo, dall’altro, la creazione sul territorio faentino di un solido ponte tra la didattica e il mondo del lavoro.

     “La ‘Cantina didattica e sperimentale Leonardo da Vinci’ vuole ricordare l’artista nella sua veste più inedita di winemaker e winelover – spiega il direttore generale SimonPietro Felice -, che ha dato vita al recente progetto ‘Leonardo Genio del Vino’ ed è alla base di un’intensa sperimentazione che, come Caviro, continuiamo a portare avanti”.

    Sperimentazione che, in piccola parte, verrà ora effettuata presso la cantina didattica del Persolino, anche grazie all’attività degli alunni. Un’apposita targa è già stata inaugurata a suggello dell’intesa, mentre una seconda verrà presto apposta in prossimità dell’ingresso esterno.

    Il coinvolgimento degli studenti

    A monte dell’iniziativa c’è, per l’appunto, una collaborazione di ampio respiro, prevista per il periodo 2017-2022 e rinnovabile ulteriormente, che unisce proprio Caviro e l’Istituto Persolino: ‘A scuola di Vite’.

    “L’obiettivo è lo scambio reciproco di conoscenze e competenze – racconta l’enologo Giordano Zinzani, referente del progetto per Caviro -. L’Istituto Persolino si distingue da anni per la qualità della sua educazione, orientata agli aspetti produttivi e commerciali del settore agroalimentare e vitivinicolo. Un contesto a cui Caviro vuole offrire il suo contributo, anche attraverso strumenti e impianti per la microvinificazione, nell’ottica di continua sperimentazione e apertura al territorio che contraddistingue l’agire della cooperativa”.

    Il vigneto didattico

    Luogo perfetto per tale scopo, in abbinamento al progetto, è un vigneto di Forlì, di proprietà di Caviro, anch’esso intitolato a Leonardo Da Vinci, destinato a un ‘uso sperimentale dimostrativo su nuovi sistemi di allevamento della vite integralmente meccanizzabili’.

    “Qui – aggiunge Zinzani – gli studenti possono studiare le forme di allevamento della vite applicate alle diverse varietà presenti in Romagna e ricevere il supporto di enologi professionisti per l’elaborazione di tesi di ricerca in ambito vitivinicolo. D’altra parte, Caviro ha il beneficio di poter sperimentare più ‘in piccolo’, al di fuori dai ritmi della grande azienda, restituendo valore al territorio e aumentando le prospettive professionali per le nuove generazioni”.

  • Caviro eletto Miglior Produttore Italiano al Mundus Vini

    Nella sessione estiva del prestigioso concorso enologico tedesco, i vini del Gruppo raggiungono il primato di 15 medaglie

    Si è da poco chiusa la 25^ edizione di Mundus Vini Summer Tasting, la sessione estiva del celebre concorso enologico tedesco, con un grande risultato per Caviro, proclamato “Best Erzeuger aus Italien”, ovvero Miglior Produttore Italiano, a fronte delle 15 medaglie vinte.

    Un traguardo importante e prestigioso, che contribuisce a portare l’Italia al primo posto assoluto nella classifica non ufficiale delle nazioni rappresentate, con 487 medaglie totali. Seguono a lunga distanza i viticoltori tedeschi, con 307 medaglie, che per la prima volta superano i loro omologhi spagnoli (283); quarto e quinto posto per Portogallo (132) e Francia (122).

    Mondus Vini è una delle competizioni più importanti del mondo nel suo genere, che nei suoi due appuntamenti annuali (uno ad agosto e uno a febbraio) vede gareggiare oltre 10mila tra vini, spumanti e vini liquorosi, valutati da una giuria internazionale di esperti enologi, viticoltori, rivenditori specializzati e sommelier: in quest’occasione i giurati erano 170, provenienti da 45 Paesi diversi.

    La degustazione è avvenuta a bottiglia anonima e secondo il metodo di valutazione internazionale di 100 punti dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV), riconosciuto anche dall’Unione Internazionale degli Enologi (UIOE).

    Notevoli i risultati complessivi della manifestazione, che ha assegnato 14 grandi medaglie d’oro (per i vini che ottengono un punteggio di almeno 95), 818 d’oro (almeno 90 punti) e 928 d’argento (almeno 85).

    Oltre a Caviro, ad aggiudicarsi il premio come migliori produttori per i rispettivi Paesi sono stati: per l’Australia Casella Family Brands (12 medaglie), dal Cile Viña Luis Felipe Edwards (12 medaglie), dalla Germania Vier Jahreszeiten Winzer eG (16 medaglie), dalla Francia Vranken-Pommery (12 medaglie), dalla Nuova Zelanda Marisco Vineyards (23 medaglie), dal Portogallo Casa Ermelinda Freitas – Vinhos (9 medaglie), dalla Spagna Felix Solis Avantis (14 medaglie) e dal Sudafrica KWV (8 medaglie).

  • Berliner Wein Trophy “summer edition”, i vini Caviro si aggiudicano 10 medaglie

    Un ottimo risultato all’edizione estiva del celebre concorso enologico, che ha visto oltre 6mila vini in gara

    Si è concluso di recente il Berliner Wein Trophy 2019 -Degustazione estiva, uno dei più famosi concorsi enologici, con un ottimo risultato per Caviro che ottiene 10 medaglie, 7 d’oro e 3 d’argento.
    La “summer edition” della manifestazione è durata quattro giorni, durante i quali una giuria indipendente, composta da 190 esperti enologi e sommelier, ha degustato 6.286 vini provenienti da 34 paesi diversi.

    Il tutto si è svolto sotto lo stretto controllo dell’OIV (Organizzazione Internazionale della Vigna) e dell’UIOE (Unione Internazionale degli Enologi).

    Soltanto il 30% dei vini degustati ha ricevuto un premio, a testimonianza degli elevati standard di qualità richiesti, il che dà ancor più rilievo alle dieci menzioni ricevute dai vini del Gruppo, qui di seguito riportate.

    Medaglie d’Oro

    • Tini Trebbiano Chardonnay Rubicone Igt, 2018 (bianco)
    • Tini Organic Wine Trebbiano Chardonnay Rubicone Igt, 2018 (bianco)
    • Feudo Apuliano Primitivo Di Manduria Dop, 2018 (rosso)
    • Romio Primitivo Di Manduria Doc, 2016 (rosso)
    • Feudo Apuliano Primitivo Del Salento Igp, 2017 (rosso)
    • Romio Primitivo Del Salento Igt, 2017 (rosso)
    • Allenico Primitivo Di Manduria Dop, 2017 (rosso)

    Medaglie d’argento

    • Romio Collection Sangiovese Rubicone Igt Passito, 2016 (rosso)
    • Montico Zifandel Primitivo Di Puglia Igt, 2017 (rosso)
    • Tavernello Sangiovese Cabernet Rubicone Igt, 2017 (rosso)
  • L’Etica prima di tutto: Caviro si certifica SA8000

    L’azienda si impegna a collaborare con i propri soci, fornitori e partner affinché si orientino verso le stesse logiche di Responsabilità Sociale

    Caviro ha fermamente voluto la certificazione SA8000, standard sulla Responsabilità Sociale, integrandola alle tante altre certificazioni che, ogni anno, collocano l’azienda tra le realtà internazionali più importanti per l’impegno sul fronte di sostenibilità ambientale, qualità, legalità e sicurezza.

    La certificazione SA8000 impegna Caviro SCA e quindi tutto il Gruppo a rispettare precisi principi di Responsabilità Sociale e ad operare per incidere positivamente sull’impatto sociale e culturale della propria attività nei confronti del territorio e della comunità di riferimento.

    La certificazione SA8000, che identifica uno standard internazionale redatto dal CEPAA (Council of Economical Priorities Accreditation Agency), valuta gli aspetti della gestione aziendale relativi al rispetto dei diritti umani e dei diritti dei lavoratori, della tutela contro lo sfruttamento dei minori, dalle garanzie di sicurezza e salubrità sul posto di lavoro. Si basa su diverse convenzioni internazionali quali l’ILO, la Dichiarazione Universale dei diritti umani, le norme internazionali sui diretti umani e sulle leggi nazionali del lavoro.

    Nel dettaglio, Caviro SCA dovrà rispettare i seguenti principi:

    • escludere il lavoro minorile e il lavoro forzato;
    • riconoscere orari di lavoro non contrari alla legge;
    • corrispondere una retribuzione dignitosa per il lavoratore;
    • garantire la libertà di associazionismo sindacale;
    • garantire il diritto dei lavoratori di essere tutelati dalla contrattazione collettiva;
    • garantire la sicurezza sul luogo di lavoro;
    • garantire la salubrità del luogo di lavoro;
    • impedire qualsiasi discriminazione basata su sesso, razza, orientamento politico, sessuale e religioso.

    In base a questi principi l’azienda si impegna a collaborare con fornitori e partner affinché anche questi si orientino verso le stesse logiche operative.

    Ogni violazione o sospetto di violazione dei principi della norma SA8000 e/o ogni altra informazione attinente all’attuazione dei principi della norma, può essere segnalata al Social Performance Team (SPT) di Caviro Soc. Coop. Agricola.

    Tutto questo come spinta di un sistema aziendale moderno, la cui forza nasce dai principi cooperativi e di collaborazione che una filiera come Caviro – la più importante nel mondo vitivinicolo italiano – applica e nei quali crede ogni giorno.

    In questa direzione, l’azienda si prefigge come prossimo obiettivo la redazione del Bilancio di Sostenibilità, documento informativo pubblico che valuta gli effetti sociali, ambientali ed economici delle attività di Caviro SCA per darne comunicazione alla comunità in modo trasparente e per far sì che, nel medio-lungo termine, l’azienda sia in grado di prendere decisioni coerenti con il proprio impegno sociale.

  • Bioplastica dai fanghi di depurazione: presentato il progetto B-PLAS Demo

    L’impianto, frutto della collaborazione fra Università degli Studi di Bologna e Caviro Extra, entrerà a breve in fase di test

    Nei giorni scorsi il Gruppo Caviro, attraverso la società Caviro Extra, ha presentato B-PLAS Demo, il primo impianto sperimentale per la produzione di PHA (poliidrossialcanoati), una plastica biologica e biodegradabile che sarà ricavata dalla corrente proveniente dal depuratore che tratta gli scarti della filiera agroalimentare.

    Il progetto è guidato dall’Università degli Studi di Bologna e partecipato anche da AIJU, istituto tecnologico spagnolo per lo sviluppo dei giocattoli e dall’ungherese Pannon Pro Innovation, studio di consulenza ed innovazione in materia di climate change.

    Per il Gruppo Caviro, la più grande cooperativa vitivinicola italiana, si tratta di un ulteriore step verso la valorizzazione completa degli scarti della filiera agroalimentare in ottica di economia circolare.

    L’impianto B-PLAS Demo è finanziato dalla EIT Climate-KIC, l’organizzazione che rappresenta 400 partner pubblici e privati di 25 nazioni e che nasce per dare impulso a un’innovazione in grado di ridurre le emissioni di anidride carbonica accelerando i processi di decarbonizzazione. Nato nel 2010, EIT Climate-KIC in questi anni ha contribuito al finanziamento di oltre 3,4 miliardi di euro di progetti di innovazione tecnologica.

    B-PLAS Demo, che presto entrerà in funzione per la fase di test in cui si raccoglieranno dati operativi sul processo, punta a produrre PHA utilizzando il carbonio residuo contenuto nei fanghi derivanti da impianti di trattamento pubblici e privati grazie a una serie di tecnologie semplici, affidabili e dal costo contenuto.

    Questa speciale plastica biodegradabile può essere utilizzata per produrre imballaggi, articoli monouso, stampa 3D e molto altro. «Il vantaggio di questa tecnologia – afferma Cristian Torri, responsabile del progetto – è che nonostante la bioplastica prodotta abbia un valore molto elevato, il costo di produzione è ridotto perché vengono usati materiali che normalmente le grandi industrie scarterebbero».

    Attualmente la bobina di bioplastica più economica costa più di 30 €/kg, i pellet oltre i 4 €/kg: questa nuova tecnologia consentirebbe di ottenere PHA a prezzi estremamente competitivi, generando dunque un prodotto di alta qualità a partire da scarti di lavorazione. Inoltre la bioplastica biobased ottenuta sarà compostabile, tornando dunque all’interno del ciclo produttivo.

    Uno degli scenari tracciati è addirittura quello di produrre direttamente in casa oggetti in bioplastica: «Contando sull’appoggio del mondo dei costruttori e della tecnica stampa in 3D – conclude Torri – si potrebbe arrivare produrre materiale plastico a chilometro zero, direttamente in casa propria».

  • “Leonardo Genio del Vino” fa tappa a Faenza

    Sabato 6 luglio alla Molinella l’appuntamento di Cinemadivino sulle tracce del Genio

    Nell’anno del cinquecentenario dalla morte di Leonardo Da Vinci, la Leonardo Da Vinci SpA lancia il progetto culturale “Leonardo Genio del Vino”, un articolato programma che partendo dallo studio delle intuizioni del Genio in materia vitivinicola, ha intrapreso una serie di progetti che vanno a coprire aspetti scientifici, di enologia, culturali, artistici fino ad arrivare ovviamente alla produzione di vini eccellenti come auspicato dal grande Leonardo.

    Per Faenza si è voluto dedicare una serata speciale a Leonardo per raccontarne il suo volto come winemaker e soprattutto winelover.
    Sabato 6 Luglio 2019, nella cornice a cielo aperto della storica Molinella, all’interno del calendario di Cinemadivino – la cui formula collaudata permette di conoscere i migliori vini del territorio accompagnati dalla visione di pellicole – va in scena la proiezione del Film documentario “Il Vino di Leonardo” e la degustazione dei vini della collezione Cantine Leonardo Da Vinci, prodotti secondo le intuizioni del Genio.

    Il documentario, che vanta la collaborazione della Famiglia Storaro e la regia di Marco Carosi, oltre a essere un omaggio a Vinci, porta in scena l’avvincente racconto del legame tra Leonardo e il vino, nei diversi territori che hanno visto il suo passaggio. Tra questi, un capitolo importante è rappresentato dalla Romagna, terra in cui Leonardo nel 1502 trascorse 6 mesi alla corte del Duca Valentino, lasciandosi ispirare negli scritti e nei disegni dalla bellezza di città quali Cesena, Cesenatico, Imola e Faenza.

    Come da format Cinemadivino, all’insegna del claim “i grandi film si gustano in cantina”, la visione del documentario sarà seguita da una speciale degustazione: protagonista la collezione “1502 Da Vinci in Romagna” prodotta secondo il Metodo Leonardo® – capitolato vitivinicolo enologico esclusivo che raccoglie le indicazioni del Genio – e tributo della Leonardo Da Vinci SpA alle eccellenze romagnole.

    L’analista sensoriale Luca Maroni, che ha collaborato al progetto, condurrà la degustazione alla scoperta dei vini ispirati dal Genio.

    La serata sarà quindi il momento per immergersi nella storia autentica della passione di Leonardo per il vino, accompagnati da vini di cui egli andrebbe fiero e dalla visione del film che continua la sua strada nell’universo delle rassegne internazionali per diffondere anche all’estero il progetto sul Genio e la bellezza dei territori che lo hanno ispirato.

  • Arriva la Caviro Wine Week

    A Forlì dal 26 al 29 giugno il Festival dedicato all’estate, alla scoperta della più grande Cantina d’Italia

    Degustazioni, spettacoli, dj set e territorialità saranno gli ingredienti della Caviro Wine Week, una rassegna innovativa dedicata al food&wine che si svolgerà a Forlì da mercoledì 26 a sabato 29 giugno.

    L’evento, lanciato da Caviro nella città che ospita la divisione vino del Gruppo, nasce dalla volontà di aprire le porte della più grande Cantina d’Italia al pubblico attraverso elementi centrali per l’economia e il buon vivere del nostro territorio: vocazione vinicola, ospitalità, divertimento.

    La rassegna si svolgerà interamente nell’area verde di via Zampeschi 117, a un passo dallo stabilimento dove ogni giorno si confezionano circa 1.200.000 bottiglie e brik, e coinvolgerà ospiti illustri quali Luca Maroni, autorevole analista sensoriale ideatore dell’Annuario dei Migliori Vini Italiani, Luca Gardini, Andrea Gori e Alessandro Pipero, noti sommelier e ristoratori. 

    L’ingresso è libero e, dove richiesto, occorre prenotarsi alla mail info@resterrae.com

    Le giornate della Caviro Wine Week

    Mercoledì 26 giugno

    La prima giornata della Caviro Wine Week comincerà alle 18 con l’apertura dello spazio food truck interamente dedicato alle specialità romagnole.

    Dalle 19 alle 20, chi vorrà, potrà approfittare della visita guidata all’interno dello stabilimento Caviro, un edificio altamente tecnologico in funzione 24 ore su 24 dove si potranno toccare con mano i tempi, le sinergie e la realtà di un’azienda leader mondiale nel mercato del vino.

    La serata si chiuderà con la proiezione del film «Momenti di trascurabile felicità» di Daniele Lucchetti con Pif e Thony. L’evento, realizzato in collaborazione con Cinemadivino, sarà accompagnato dai vini Caviro offerti in degustazione.

    Giovedì 27 giugno

    La serata del giovedì si aprirà invece alle 17 con l’approfondimento «Dalla bottiglia al Tetra Pak» (accredito richiesto) cui farà da cornice, dalle 18, l’apertura dello spazio food truck.

    A seguire la visita guidata allo stabilimento con degustazione di vini Caviro.

    Evento clou della giornata la degustazione guidata «All’origine dei sensi» a cura dell’analista sensoriale Luca Maroni e dedicata ai vini della linea Leonardo da Vinci in programma alle 20 (su prenotazione).

    Dalle 21 alle 24 dj set.

    Venerdì 28 giugno

    Sarà sempre un convegno, questa volta dedicato a «I valori della sostenibilità in agricoltura», a inaugurare la serata del venerdì della Caviro Wine Week (ore 17, accredito richiesto).

    Dalle 18 apertura dello spazio food truck cui seguirà la visita guidata in Caviro con degustazione di vini.

    Dalle 20 si aprirà la cena degustazione «In vino, cibo: Gardini, Gori, Pipero Wine and Food Show»: un momento dedicato al palato e alla vista di altissimo profilo aperto a tutti su prenotazione.

    Dalle 21 alle 24 dj set.

    Sabato 29 giugno

    La giornata conclusiva della manifestazione sarà itinerante e si aprirà alle 15 con «Bus Taste&Tour»: ritrovo nel piazzale di Caviro in via Zampeschi 117 e partenza per visita a una cantina sociale del territorio con degustazione e camminata in vigneto (su prenotazione).

    Al rientro, intorno alle 18, si mangerà nello spazio food truck cui faranno da cornice la visita guidata in azienda con degustazione di vini e il dj set fino alle 24.

  • Faenza più green: Caviro Extra presenta il nuovo impianto di biometano

    Il primo in Italia a produrre biocarburante avanzato, utilizzando matrici del settore agroindustriale

    Sabato 8 giugno dalle ore 15 presso l’Oasi delle Cicogne di Faenza (via Convertite 7) viene presentato alla cittadinanza il nuovo impianto agro-industriale di Caviro Extra, destinato alla produzione di biometano.

    Si tratta di un nuovo importante passo che il Gruppo Caviro compie verso l’economia circolare, poiché il biometano prodotto dal digestore è totalmente rinnovabile ed essendo generato da scarti e sottoprodotti, è classificato come biocarburante avanzato, ovvero che non sottrae superficie coltivabile alle produzioni alimentari.


    L’impianto è il primo a produrre biometano utilizzando matrici del settore agroindustriale in Italia e avrà la possibilità, una volta a regime, di alimentare circa 18.000 auto.


    Il programma della giornata

    Il pomeriggio faentino prevede:

    • visite guidate al nuovo impianto e alla colonia delle cicogne con possibilità di vedere i nidi e i nuovi nati, grazie alla collaborazione con l’Associazione Amici delle Cicogne;
    • intrattenimento musicale con i musicisti dell’Orchestrina Vico Vecchio;
    • giochi e animazione per i più piccoli;
    • merenda per tutti
    • premiazione dei vincitori del concorso “Una Cicogna per amica” dedicato ai bambini delle scuole dell’Infanzia e Primaria, alle ore 16.

    In caso di maltempo l’evento non potrà essere garantito

  • Gruppo Caviro, bilancio approvato. Il fatturato 2018 tocca 330 milioni di euro (+4,6%)

    L’utile raggiunge i 5 milioni di euro e gli investimenti in innovazione e sviluppo sfiorano la cifra record di 26 milioni.

    Con un fatturato consolidato di 330 milioni di euro (+4,6%) e un utile che sale a quota 5 milioni di euro è stato approvato il bilancio del Gruppo Caviro. Positivo il margine operativo lordo (Ebitda) che si assesta sui 21 milioni di euro.

    «Abbiamo chiuso un bilancio molto positivo nei numeri – commenta il presidente Carlo Dalmonte -. Ne avevamo bisogno, soprattutto per risollevare il patrimonio dopo la complicata transazione dello scorso anno generata dalla ‘Questione Portogallo’. Una truffa che abbiamo subito oltre 20 anni fa che ci ha visti danneggiati su più fronti e che, nel 2017, ci ha imposto un pagamento di 7,4 milioni di euro. Dal punto di vista contabile siamo quindi completamente soddisfatti anche se nella consapevolezza di non aver raggiunto le quotazioni che avremmo voluto rispetto al vino venduto sfuso».

    Il consolidamento dei mercati esteri

    Il Gruppo cooperativo, leader mondiale nella produzione vitivinicola, nel 2018 si è concentrato in modo particolare sul rafforzamento del valore dei propri prodotti aumentando così l’influenza sul mercato italiano, che rappresenta il 74% delle vendite, e consolidando le proprie quote all’estero, in particolare Uk, Germania, Stati Uniti, Giappone e Russia. «Per il 2019 abbiamo un obiettivo di crescita del 10% dell’export che intendiamo raggiungere soprattutto nei mercati anglosassoni (Uk e Usa) e nel Far East (Cina, Giappone, Corea) – mette in luce il direttore generale SimonPietro Felice -. I primi mesi dell’anno ci dicono che si tratta di un obiettivo alla nostra portata perché, ad oggi, l’incremento che abbiamo registrato nelle esportazioni è già nell’ordine del 10%».

    26 milioni di euro di investimenti

    Tra i numeri più significativi del 2018 vi è la crescita sostanziale degli investimenti che sfiora la cifra record di 26 milioni di euro: «Dal punto di vista degli investimenti il 2018 è stato un anno piuttosto intenso – prosegue il presidente Dalmonte -. Tra i progetti più importanti che abbiamo portato a termine ci sono la nuova linea di imbottigliamento all’interno dello stabilimento di Forlì, le nuove autoclavi nello stabilimento di Savignano sul Panaro, la rinnovata cantina di Fumane della società controllata Cesari e, infine, il nuovo impianto di produzione di biometano a Faenza che andremo a inaugurare nei primi giorni di giugno. Oltre, ovviamente, all’avvio del progetto Leonardo da Vinci che si sta sviluppando quest’anno in occasione del cinquecentenario dalla scomparsa».

    Tra le operazioni che si sono concluse nel 2018 vanno segnalate anche la nascita di Caviro Extra, società che sostituisce Caviro Distillerie e che opera nel settore della bioraffinazione completando il percorso di economia circolare del Gruppo, e l’acquisizione della Certificazione SA8000 sulla Responsabilità Sociale di Impresa.

    Composizione ricavi e prospettive 2019

    Per quanto riguarda la composizione dei ricavi 2018 del Gruppo, il vino incide per il 71% mentre l’area distilleria (che produce alcool, mosti e acido tartarico) scende al 18% (nel 2017 era al 21%). In crescita il ramo energia e ambiente che passa dal 9% all’11%.

    Meno brillante rispetto al 2018, almeno per il momento, il mercato 2019 che in seguito ad una vendemmia abbondante registra quotazioni in discesa. «Questa situazione ha generato una forte competizione sui prezzi e la necessità, anche per Caviro, di rivedere alcuni prezzi per andare incontro a un mercato che richiede maggiore promozionalità – evidenzia il direttore generale -. Ad oggi, quello che abbiamo di fronte, è un mercato maggiormente ricco di volumi ma con prezzi medi in ribasso rispetto al 2018».

    Il potenziamento dei marchi

    In questo contesto continuano gli investimenti del Gruppo per il lancio e il rafforzamento dei propri marchi come il progetto di rilancio del marchio Tavernello, con l’introduzione sul mercato di nuovi prodotti, e il più articolato progetto Leonardo da Vinci sul quale il Gruppo ha investito molte energie: «Leonardo non è solo un investimento sul marchio ma un progetto più generale che ci ha visti impegnati nella realizzazione di due musei, nella pubblicazione di un libro e, soprattutto, nel consolidamento di un metodo di vinificazione, il Metodo Leonardo® – conclude il direttore generale SimonPietro Felice -. L’intero progetto è andato delineandosi nella sua complessità proprio a partire dalle tecniche che Leonardo ha sviluppato lavorando in vigna. Seguendo meticolosamente il Metodo Leonardo® abbiamo presentato cinque linee di vini dedicate alle principali produzioni vitivinicole italiane».