Caviro

Al Forum Mondiale le Cooperative Vinicole fanno il punto sulla situazione globale

L’incontro in videoconferenza, presieduto da Caviro, è l’occasione per confrontarsi sul mercato del vino e sulle sfide economiche, sociali e ambientali del prossimo futuro

Il Gruppo Caviro ha organizzato in videoconferenza il Forum Mondiale delle Cooperative Vinicole, un’occasione di confronto per dibattere gli effetti della pandemia sul mercato mondiale del vino e individuare le possibili strategie di risposta.

Il Forum ha visto la partecipazione straordinaria di Pau Roca, Direttore Generale Oiv (Organisation Internationale de la Vigne et du Vin) e di Luca Rigotti (Coordinatore di ACI settore vitivinicolo) e dei principali protagonisti del mondo vinicolo cooperativo di Australia, Argentina, Brasile, Uruguay, Cile, Francia, Spagna, Portogallo e Italia.

Il nuovo scenario internazionale

«Questo Forum doveva tenersi presso la nostra sede in Italia e invece si svolge in videoconferenza – ha spiegato Carlo Dalmonte, Presidente del Gruppo Caviro (quest’anno anche Presidente in carica del Forum) -, una modalità nuova ma che ormai ci è familiare. La pandemia ha infatti modificato molte abitudini e si ripercuote profondamente anche sul business in cui operiamo».

Tra gli effetti immediati, è emerso che il comune denominatore su tutti i territori è il blocco del canale Horeca, ora in lenta ripresa, a fronte di una crescita di acquisti nei supermercati o con delivery ed e-commerce. Ciò ha comportato non tanto un calo quanto un cambiamento nel consumo del vino, legato a un uso domestico e da pasto, più che a momenti di tempo libero o conviviali. Dato preoccupante infatti è la flessione generale del fatturato più che dei volumi, una situazione che si sta ripercuotendo sui segmenti premium, spingendo i consumi verso prodotti a prezzi minori.

C’è preoccupazione generale per la crisi economica all’orizzonte: “Compariranno più disuguaglianze sociali e la globalizzazione ridurrà la sua portata – ha aggiunto Dalmonte –. È uno scenario in cui il mondo cooperativo può dire e fare molto, perché è radicato sui territori e portatore di un modello di sviluppo più equo e sostenibile, capace di tradurre le difficoltà in opportunità. Per esempio, potrebbe essere il momento giusto per puntare a una qualità migliore e togliere ovunque lo zucchero esogeno dal prodotto, per far sì che in bottiglia ci sia solamente il frutto della pianta della vite».

Le difficoltà dell’economia agricola

«Il settore vitivinicolo è in grande difficoltà – ha aggiunto Luca Rigotti, Coordinatore settore vino Alleanza Cooperative Italiane – e non è il solo. Il cambio di abitudini di consumo a danno del settore Horeca fa prevedere un calo fra il 20 e il 25% del fatturato, quantificabile in circa 2 miliardi di euro.

Alla politica, sia nazionale che europea, abbiamo chiesto di mostrare più dinamicità nelle misure di promozione verso paesi terzi. Stiamo lavorando in sede Europea per ottenere provvedimenti tempestivi e omogenei. Attualmente siamo costretti a lavorare in ottica di distillazione, che pur non essendo una destinazione primaria del prodotto, ci consente di smaltire i quantitativi in eccesso.

Per il futuro, dovremo attrezzarci per ragionare ad ampio spettro, sostenendo insieme l’economia agricola».

Le potenzialità globali della vigna

«Questa crisi globale – ha evidenziato Pau Roca, DG Oiv – ha colpito pesantemente i grandi mercati del vino, come Europa e Stati Uniti, e quelli emergenti, come il Brasile. Si stima che non sarà possibile recuperare i livelli di fatturato prima del 2024/2025. Dobbiamo prendere lezione dall’Emisfero Sud che in questa crisi ha saputo sostenere meglio il settore del vino, valorizzandolo. Fa inoltre scuola l’approccio del comparto delle bollicine che, a seguito della crisi del 2008, ha avuto un grande rilancio.

Dovremo riformulare la nostra offerta, consapevoli del fatto che il Forum Mondiale delle Cooperative può portare una grande spinta economica e, soprattutto, umana e sociale, poiché si riconosce nel modello cooperativo».

Secondo Roca, occorre mantenere integrità e qualità del prodotto, costruire un dialogo franco con il consumatore, affinché resti elevata la fiducia nel vino in quanto prodotto naturale, in grado di ribaltare i pregiudizi e dimostrarsi utile alla salute e all’ambiente.

«La vigna non produce solo vino – ha precisato Roca -: il 53% della produzione mondiale dell’uva viene destinato alla vinificazione, mentre il 47% all’alimentazione. La crisi mondiale colpirà anche a livello alimentare e la vigna potrà proporsi anche come fonte di alimenti sani e calorici come frutta, succhi, mostro o uva passa che potranno contribuire a combattere la fame nel mondo. Un discorso su questo tema è stato avviato con il segretario generale FAO nell’ambito dell’Assemblea delle Nazioni Unite, per promuovere programmi di ricerca e sviluppo».

L’Asia sarà il mercato di riferimento più importante per il futuro, in occasione dell’esposizione universale 2025 che si terrà ad Osaka, le cooperative vinicole del mondo devono essere presenti con un padiglione dedicato, per diffondere la cultura e il consumo del vino anche il quella vasta zona del mondo.