• Approvato il bilancio 2019: Caviro incrementa export e capacità produttiva

    La soddisfazione del Presidente Dalmonte e del Direttore Generale Felice: “Fatti investimenti importanti per diversificare e innovare”

    Il 2019 è stato un anno straordinario per il Gruppo Caviro, come attestano i risultati presentati all’assemblea dei soci del 21 febbraio. In quell’occasione è stato approvato il bilancio d’esercizio del Gruppo, che per la prima volta è relativo a soli 8 mesi di attività anziché 12 in quanto si è deciso di adeguare le scadenza degli esercizi alle annualità vendemmiali.

    Il Presidente Carlo Dalmonte esprime grande soddisfazione: “Iniziano a vedersi i frutti di uno sforzo importante nella diversificazione e nell’innovazione, sia per quanto riguarda i formati che le proposte”.

    Questi risultati sono stati presentati all’assemblea dei soci del 21 febbraio, evidenziando la realtà di un gruppo che tocca oggi i 329 milioni di euro di fatturato.

    Gli investimenti

    Tutte le società del Gruppo sono state interessate da ingenti investimenti: « Le nuove linee di confezionamento di Caviro sca avviate nei primi giorni del 2019, ci hanno permesso di aumentare capacità produttiva e referenze e, ad oggi, possiamo dire che i risultati raggiunti sono stati superiori alle migliori aspettative” sottolinea il Direttore Generale di Caviro SimonPietro Felice.

    Parallelamente, Caviro Extra ha inaugurato un impianto per la produzione di biometano da sottoprodotti della filiera agroindustriale derivante da un investimento molto importante per la società.

    La Leonardo da Vinci spa ha affrontato l’anno del cinquecentenario della morte del Genio toscano con un grande impegno economico e produttivo, ottenendo un aumento considerevole della notorietà del marchio.

    Infine, la Gerardo Cesari ha completato la parte più importante dei lavori della nuova cantina di Fumane: un investimento di decine di milioni di euro che, di fatto, cambierà la fisionomia della società.

    Vino, produzione e mercato

    La capacità produttiva è salita a 120.000 pezzi/ora (+14%), il che significa che Caviro è oggi in grado di produrre 298 milioni di pezzi l’anno.

    Il tutto a fronte di un sostanziale incremento della quota di mercato, sia in Italia che all’estero: “In GDO Italia nel 2019 il segmento vetro ha registrato una crescita a volume del 2,3% e il segmento brik dell’1%, contestualmente Caviro ha avuto un incremento, rispettivamente, del 26,3% e del 3,7% – spiega ancora Felice -. Per quanto riguarda l’estero, dove le esportazioni di vino italiano nel 2019 a volume sono aumentate del 3,4%, Caviro ha visto un incremento dell’export del 17,6%“.

    Qualità e lavoro

    Numerosi i riconoscimenti raccolti da Caviro nel corso del 2019: dal premio come Miglior Produttore Italiano di vini al Mundus Vini Summer Tasting fino al recente Premio Top Job come uno dei migliori datori di lavoro.

    “Il basso livello di assenteismo, la forte partecipazione dei lavoratori agli eventi aziendali, il contributo spontaneo dei singoli dipendenti ai grandi progetti ci davano la sensazione che il clima aziendale fosse più che positivo – prosegue il Direttore Generale -. La conferma ricevuta dall’Itqf conferma che dobbiamo continuare sulla strada della condivisione per fare in modo che i nostri lavoratori si sentano davvero una parte organica di questa grande struttura che è Caviro”.

    La sostenibilità

    Il 2019, infine, è stato l’anno del primo Bilancio di Sostenibilità presentato dal Gruppo: una naturale conseguenza di un percorso di crescita che arriva da lontano, per una cooperativa che da oltre 50 anni promuove il concetto di sostenibilità e di economia circolare.

    “La nostra vocazione cooperativa è anche la nostra forza – evidenzia ancora il presidente Dalmonte -. Questo incide, oltre che nel rapporto con il nostro stesso lavoro e con l’ambiente, soprattutto nella relazione con i soci. Parlando di vendemmia e di vino ci tengo a sottolineare che quella che andiamo a liquidare in queste settimane è la vendemmia da record del 2018. Di fronte agli ingenti quantitativi di prodotto da gestire il nostro sistema cooperativo ha fatto un lavoro di squadra eccellente, con le varie associate e in particolare le cooperative romagnole che hanno operato con pazienza e razionalità, portando a casa un risultato che ritengo apprezzabile. Inutile ricordare che la vendemmia successiva, quella 2019, si è rivelata diametralmente opposta e, anche a causa dei cambiamenti climatici, ci troviamo a far fronte a situazioni sempre più variabili. Anche per questo è prioritario continuare a investire a sostegno dell’ambiente e della sostenibilità. In questa direzione Caviro si muove fin dalla sua nascita e oggi, grazie al nostro primo Bilancio di Sostenibilità, abbiamo a disposizione un nuovo importante strumento di rendicontazione e trasparenza“.

  • L’impegno per l’Oasi delle Cicogne di Faenza

    Nell’area verde adiacente allo stabilimento di Caviro Extra, la natura ha trovato un perfetto equilibrio

    Si rinnova anche nel 2020 l’impegno ecologico di Caviro nei confronti delle aree verdi del territorio faentino.

    Tra i valori più importanti che guidano il Gruppo, infatti, vi sono il rispetto dell’ambiente, la promozione di uno sviluppo sostenibile e il ricorso a un’economia circolare: per questo da 20 anni Caviro ha sposato la causa dell’Oasi delle Cicogne – Centro didattico Carlo Gulmanelli, un’area rinaturalizzata adiacente allo stabilimento di Caviro Extra, in via Convertite.

    Qui, i volontari dell’associazione Amici delle Cicogne accudiscono questi maestosi volatili, ne favoriscono la nidificazione e promuovono il rispetto per la natura a tutti i cittadini che vengono in visita. L’area è aperta al pubblico per visite guidate suggestive e istruttive.

    La salvaguardia delle cicogne

    “Il progetto nasce dalla passione di un noto industriale del Novecento, il Cavalier Roberto Bucci, poi protratta dal faentino Carlo Gulmanelli – racconta Sergio Montanari, presidente dell’Associazione Amici delle Cicogne –. Le cicogne che oggi nidificano all’Oasi discendono dalle stesse che giunsero a Faenza 50 anni fa, grazie all’impegno di Carlo, alla cui memoria è intitolato il Centro didattico. Ha dedicato tutta la sua vita alla reintroduzione di questi volatili nel nostro territorio”.

    Le cicogne sono una specie protetta: “All’Oasi le ospitiamo in circa 20 nidi e ci occupiamo della loro alimentazione senza interferire con la natura – aggiunge Montanari –. In questo modo favoriamo la sopravvivenza di 35-40 animali che durante il periodo riproduttivo arrivano a 50-60, o addirittura fino a un centinaio di esemplari quando si schiudono le uova”.

    Un ambiente sano per una specie protetta

    Caviro ha donato il terreno su cui sorge l’Oasi e da tempo ha abbracciato il progetto sulle cicogne, volatili che si nutrono di insetti e piccoli animali, e trovano condizioni adatte alla vita dove c’è materiale di sfalcio.

    Le cicogne hanno bisogno di un ambiente sano per sopravvivere – spiega ancora Montanari –, questo significa che il terreno su cui sorgono l’Oasi e lo stabilimento Caviro Extra è un’area adatta a ospitarle. Inoltre, noi dell’Oasi cerchiamo di sopperire alle carenze dell’habitat nel periodo invernale (mancanza di insetti, piccoli rettili e piccoli mammiferi) fornendo loro cibo durante tutto l’anno e occupandoci della manutenzione dei nidi quando necessario”.

    La vita dell’Oasi

     Il 2019 è stato l’anno del boom delle visite guidate all’Oasi.

    Abbiamo accolto più di 1.000 persone, tra scolaresche, adulti, ragazzi e comitive organizzate – sottolinea Montanari –. Tra l’altro l’Oasi, che è uno spazio naturalistico suggestivo e accogliente con ampi spazi d’ombra, è il posto ideale in cui fermarsi per fare un pic-nic dopo la visita”.

    Sulla scia di questo forte interesse, Caviro ha confermato anche per il 2020 il concorso “Una cicogna per amica”, appuntamento dedicato agli elaborati artistici dei più piccoli. L’iniziativa è rivolta alle scuole faentine e a tutti coloro che, dopo una visita all’Oasi delle Cicogne, vorranno realizzare un’opera artistica a ricordo. Il concorso si concluderà in giugno, con l’assegnazione dei riconoscimenti ai giovani partecipanti.

    Tutte le fotografie sono state scattate da Sergio Montanari.

  • Caviro tra i migliori datori di lavoro in Italia

    Il riconoscimento Top Job 2020 è stato assegnato dall’Istituto Tedesco qualità e finanza che ha analizzato 2.000 aziende italiane

    La classifica Top Job 2020 ha eletto Gruppo Caviro tra i migliori datori di lavoro in Italia.

    Il riconoscimento, assegnato dall’Istituto tedesco qualità e finanza (ITQF) in media partner con il quotidiano La Repubblica, è stato pubblicato nell’ambito di uno studio sulle eccellenze di welfare aziendale e carriera in Italia.

    Dall’analisi delle 2.000 aziende con il maggior numero di dipendenti – tra cui Ikea, Nespresso Italia e Barilla – è stata elaborata una classifica finale che premia chi si è distinto dal punto di vista economico e qualitativo del lavoro.

    In particolare, il Gruppo Caviro si è classificato al 5° posto nel settore Bevande.

    Per stilare la classifica, l’ITQF ha utilizzato il metodo del social listening, ossia la pratica di “ascolto” sul web di tutte le “conversazioni” che fanno riferimento al datore di lavoro negli ultimi 12 mesi, successivamente analizzate per misurare i dati di interesse.

    «Il senso di responsabilità verso le persone, la comunità e l’ambiente è parte stessa del nostro operare sin dalla nascita, avvenuta ormai 53 anni fa – commenta Carlo Dalmonte, presidente di Caviro -. Una responsabilità precisa verso il personale, che è una parte fondamentale di Caviro e vero “cuore pulsante” della cooperativa, si manifesta nella tendenza al miglioramento continuo delle condizioni di lavoro, nel rispetto dei tempi di conciliazione, nella scelta di puntare a offrire opportunità di realizzazione, crescita ma anche benessere sul luogo di lavoro».

    Caviro, inoltre, è un’azienda certificata SA8000 sulla Responsabilità sociale d’impresa e si è impegnata a collaborare con fornitori e partner affinché anche questi si orientino verso le stesse logiche operative.

  • I vini Caviro protagonisti al Teatro Diego Fabbri di Forlì

    Previste degustazioni della Linea “1502 Da Vinci in Romagna” prima di alcuni spettacoli e durante gli incontri con gli artisti

    Si è consolidata quest’anno la collaborazione tra il Teatro Diego Fabbri di Forlì e Caviro, che ha deciso di partecipare come main sponsor alla stagione teatrale 2019-2020, diretta da Accademia Perduta Romagna Teatri, e di offrire alcuni eventi speciali collegati a quattro spettacoli in calendario.

    Nel dettaglio, Caviro proporrà cinque degustazioni delle etichette 1502 da Vinci in Romagna, la linea dedicata ai vini dei migliori vigneti romagnoli prodotti seguendo le indicazioni del Metodo Leonardo.

    Di seguito, il programma completo degli appuntamenti.

    Gli spettacoli

    • Don Chisciotte con Alessio Boni e Serra Ylmaz, nella serata dell’11 gennaio;
    • Wiston vs Churchill con Giuseppe Battiston, il 21 gennaio;
    • Trascendi e Sali con Alessandro Bergonzoni, il 1 aprile.

    Le degustazioni avverranno prima dello spettacolo, nel foyer del teatro, dalle 20 alle 21.

    Gli incontri con gli artisti

    • Alessio Boni l’11 gennaio
    • Vincenzo Salemme il 21 marzo.

    Le degustazioni avverranno durante gli incontri, nel ridotto del teatro, dalle 18 alle 19.

    I vini in degustazione

    Pignoletto Spumante Doc e Sangiovese Superiore Riserva.

  • Il Natale di Faenza si illumina con Caviro

    Le festività nel centro storico faentino si fanno più ricche con le luminarie, la casetta degli elfi e una novità assoluta: la Temporary Caviroteca

    Anche per questo Natale il centro storico di Faenza si accende grazie a Caviro. Il Gruppo cooperativo, insieme alla società Caviro Extra, ha partecipato alla sponsorizzazione per le luminarie che decorano le piazze principali della città e, inoltre, ha in serbo tante iniziative dedicate a tutti i cittadini.

    La casetta degli Elfi

    Per i bimbi e le bimbe ecco la casetta degli elfi di Babbo Natale, posta a fianco della fontana di Piazza del Popolo e aperta nei pomeriggi di ogni fine settimana di dicembre. All’interno della casetta si potranno scrivere e imbucare le letterine per il Babbo più famoso del mondo. In cambio, ogni bambino riceverà un buono per ritirare un omaggio dedicato presso la Caviroteca di via Convertite o presso Temporary Caviroteca, in via Torricelli 12.

    Temporary Caviroteca

    La novità assoluta di quest’anno è un nuovo spazio allestito in un negozio del centro storico e aperto soltanto in occasione di queste festività natalizie: chiuderà il 28 dicembre.

    All’interno della Temporary Caviroteca si potranno trovare i vini delle collezioni Cantine Leonardo da Vinci, in particolare quelli della linea 1502 da Vinci in Romagna, una scelta perfetta per un regalo tutto da degustare.

    Le promozioni natalizie

    Grazie alla ormai consolidata collaborazione tra Caviro e il Consorzio Faenza C’entro, facendo acquisti per almeno 20 euro nei negozi convenzionati con il Consorzio si potrà richiedere una cartolina valida per ritirare un omaggio speciale: il cofanetto da 6 bottiglie di Leonardo Geniale. La confezione, dal design di richiamo pop, propone sei bottiglie da 187 ml, comode monoporzioni pensate per promuovere un uso sostenibile e moderato del vino. Il cofanetto Geniale in omaggio è ritirabile entro il 29 febbraio 2020 presso la Caviroteca di via Convertite.

    Con la cartolina, inoltre, è compresa anche la Caviroteca Card, valida fino al 30 novembre 2020, che garantisce uno sconto del 20% sull’acquisto di altri vini in Caviroteca e Temporary Caviroteca.

    Per chi non dovesse raggiungere i 20 euro di importo minimo è comunque previsto uno speciale sconto natalizio del 10%.

    Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito di Faenza C’entro.

  • A sostegno di cultura e territorio: la mostra faentina dedicata a Picasso

    In esposizione al MIC fino al 13 aprile 2020, per indagare il pensiero creativo dell’artista nei confronti della ceramica

    Il Gruppo Caviro sostiene la mostra dedicata a Pablo Picasso e alla ceramica, esposta al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza fino al 13 aprile 2020.

    “Investire sul territorio fa parte del nostro Dna quindi il supporto alla mostra ‘Picasso. La sfida della ceramica’ è stato per noi un fatto quasi naturale – spiega il presidente di Caviro Carlo Dalmonte -. Sono anni che collaboriamo con il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, un’istituzione culturale che, da sempre, sostiene la ricerca e la diffusione di un linguaggio che fa parte della storia e delle radici del nostro territorio e, come tale, crediamo debba essere tutelato, ‘coltivato’ e valorizzato quale patrimonio dell’intera comunità”.

    La mostra, a cura di Harald Theil e Salvador Haro con la collaborazione di Claudia Casali, prevede il prestito eccezionale di 50 pezzi unici provenienti dalle collezioni del Musée National Picasso-Paris. Un nucleo di inestimabile valore che affronta tutto il percorso creativo dell’artista spagnolo nei confronti dell’argilla.

    “A differenza delle due precedenti mostre di Picasso al MIC, questa volta presentiamo le ceramiche dell’artista accanto a opere provenienti dalla tradizione e dalla storia – spiega il curatore Salvador Haro -. Mettiamo in dialogo le ceramiche di Picasso con anonimi maestri della ceramica del passato: dall’antichità greco-romana, alla ceramica popolare, dalla ceramica preispanica a quella ispano-moresca. La mostra cerca di dimostrare come tutti questi elementi possano essere rintracciati nella ceramica di Picasso”.

    A completare il percorso, una sezione speciale dedicata al rapporto tra Picasso e Faenza (con l’esposizione di fotografie e documenti inediti) e un video storico di Luciano Emmer, “Picasso a Vallauris”, realizzato nel 1954.

  • Caviro partecipa a Ecomondo

    Giovedì 7 novembre il convegno che presenta il caso Caviro Extra, un perfetto esempio di circolarità e sostenibilità ambientale ed energetica

    Ecomondo è la fiera di riferimento in Europa per l’innovazione industriale e tecnologica dell’economia circolare. Un momento importante di formazione e confronto che ogni anno attira a Rimini oltre mille espositori e registra intorno alle 100mila presenze. Uno scenario di grande interesse per il Gruppo Caviro, che da sempre investe in sostenibilità, innovazione e circolarità su tutta la filiera, e, in particolare, attraverso la società Caviro Extra recupera sotto-prodotti agroindustriali e li trasforma in prodotti nobili e biometano.

    Proprio di questi argomenti tratterà il convegno di giovedì 7 novembre alle ore 12, in programma a Ecomondo nello spazio del Consorzio Italiano Biogas (Area Forum CIB Pad. D5 Stand 105). L’evento si propone come un approfondimento su biometano, bioetanolo e energia elettrica green, a partire dal caso esemplare di Caviro Extra.

    Programma del convegno

    Gruppo Caviro
    “Un modello autentico e completo di economia circolare”
    Carlo Dalmonte – Presidente Gruppo Caviro

    CIB Consorzio Italiano Biogas
    “Il contributo del biometano agricolo per il settore dei trasporti”
    Christian Curlisi – Direttore CIB

    AssoDistil Associazione Nazionale Industriali Distillatori di Alcol ed Acquaviti
    “Il bioetanolo, biocarburante sostenibile e disponibile già oggi per la immediata decarbonizzazione dei trasporti”
    Sandro Cobror – Direttore AssoDistil

    CRE Consorzio per le Risorse Energetiche
    “La sostenibile leggerezza della mobilità elettrica”
    Luca di Palma – Senior account manager CRE e Marcella Tusa – Responsabile Mobilità elettrica e Progetti Sostenibili CRE

    Gruppo Caviro
    “Cenni tecnici sulla produzione dei bio-carburanti nello stabilimento Caviro Extra di Faenza”
    Gabriele Bassi – Direttore di stabilimento

  • Caviro presenta il suo primo Bilancio di Sostenibilità

    Un elemento integrante della crescita del Gruppo, nonché lo strumento principe per darne testimonianza

    Dopo oltre 50 anni di storia, scanditi da una tradizione di rispetto per il territorio e per il lavoro, il Gruppo Caviro ha presentato il suo primo Bilancio di Sostenibilità: una testimonianza trasparente, attenta e rendicontata, pensata per condividere con tutti gli stakeholder le buone pratiche del Gruppo e i valori che ne sono ispirazione e fondamenta.

    La presentazione – organizzata a Milano presso la Fondazione Catella, con una Tavola Rotonda condotta dalla giornalista Tessa Gelisio – ha portato diversi esperti ambientali ad approfondire il tema della sostenibilità, percorrendo la storia di Caviro insieme al Direttore generale SimonPietro Felice.

    Quello di sostenibilità, è un concetto insito nel Dna stesso di Caviro, che come cooperativa è nata e si è strutturata quando ancora le politiche ambientali non erano un trend di posizionamento aziendale.

    Il modello cooperativo si è dimostrato fin da subito vincente – racconta il presidente Carlo Dalmonte -, capace di unire l’obiettivo della sostenibilità sociale ed economica a quello dell’impatto ambientale, ergendosi a fondamento della continuità e lungimiranza della visione aziendale. Per questo è possibile affermare che la stesura del Bilancio di sostenibilità è stata la naturale conseguenza di un percorso che arriva da lontano”.

     “Ogni nostra azione – precisa Dalmonte – è il risultato di una intensa attività di ricerca e impegno, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030, un lavoro di squadra che punta alla riduzione dell’impatto ambientale in tutta filiera, creando una struttura esemplare di economia circolare, territoriale ed extraterritoriale”.

    Alla base di tutto c’è una solidità economica che consente al Gruppo di adottare scelte consapevoli e di sostanza, nel quotidiano quanto nel lungo periodo. In questo scenario il primo bilancio di sostenibilità è, per Caviro, sia un elemento integrante della propria crescita, sia lo strumento principe per darne testimonianza.

  • Al Persolino di Faenza la cantina didattica intitolata a Leonardo da Vinci

    Il nuovo omaggio al Genio del Rinascimento è parte di un progetto pluriennale che Caviro ha dedicato all’incontro tra scuola e lavoro

    Grazie a un’iniziativa congiunta di Caviro e dell’Istituto professionale Persolino-Strocchi di Faenza, la cantina didattica della scuola è ora intitolata a Leonardo da Vinci, poliedrico Genio del Rinascimento appassionato di vino e viticoltura.

    La ‘Cantina didattica e sperimentale Leonardo da Vinci’

    L’iniziativa, giunta proprio nell’anno che celebra il 500° anniversario della morte di Leonardo, fa convergere due diversi intenti: da un lato, il recupero e la valorizzazione dei metodi di vinificazione avviati da Leonardo, dall’altro, la creazione sul territorio faentino di un solido ponte tra la didattica e il mondo del lavoro.

     “La ‘Cantina didattica e sperimentale Leonardo da Vinci’ vuole ricordare l’artista nella sua veste più inedita di winemaker e winelover – spiega il direttore generale SimonPietro Felice -, che ha dato vita al recente progetto ‘Leonardo Genio del Vino’ ed è alla base di un’intensa sperimentazione che, come Caviro, continuiamo a portare avanti”.

    Sperimentazione che, in piccola parte, verrà ora effettuata presso la cantina didattica del Persolino, anche grazie all’attività degli alunni. Un’apposita targa è già stata inaugurata a suggello dell’intesa, mentre una seconda verrà presto apposta in prossimità dell’ingresso esterno.

    Il coinvolgimento degli studenti

    A monte dell’iniziativa c’è, per l’appunto, una collaborazione di ampio respiro, prevista per il periodo 2017-2022 e rinnovabile ulteriormente, che unisce proprio Caviro e l’Istituto Persolino: ‘A scuola di Vite’.

    “L’obiettivo è lo scambio reciproco di conoscenze e competenze – racconta l’enologo Giordano Zinzani, referente del progetto per Caviro -. L’Istituto Persolino si distingue da anni per la qualità della sua educazione, orientata agli aspetti produttivi e commerciali del settore agroalimentare e vitivinicolo. Un contesto a cui Caviro vuole offrire il suo contributo, anche attraverso strumenti e impianti per la microvinificazione, nell’ottica di continua sperimentazione e apertura al territorio che contraddistingue l’agire della cooperativa”.

    Il vigneto didattico

    Luogo perfetto per tale scopo, in abbinamento al progetto, è un vigneto di Forlì, di proprietà di Caviro, anch’esso intitolato a Leonardo Da Vinci, destinato a un ‘uso sperimentale dimostrativo su nuovi sistemi di allevamento della vite integralmente meccanizzabili’.

    “Qui – aggiunge Zinzani – gli studenti possono studiare le forme di allevamento della vite applicate alle diverse varietà presenti in Romagna e ricevere il supporto di enologi professionisti per l’elaborazione di tesi di ricerca in ambito vitivinicolo. D’altra parte, Caviro ha il beneficio di poter sperimentare più ‘in piccolo’, al di fuori dai ritmi della grande azienda, restituendo valore al territorio e aumentando le prospettive professionali per le nuove generazioni”.

  • Caviro eletto Miglior Produttore Italiano al Mundus Vini

    Nella sessione estiva del prestigioso concorso enologico tedesco, i vini del Gruppo raggiungono il primato di 15 medaglie

    Si è da poco chiusa la 25^ edizione di Mundus Vini Summer Tasting, la sessione estiva del celebre concorso enologico tedesco, con un grande risultato per Caviro, proclamato “Best Erzeuger aus Italien”, ovvero Miglior Produttore Italiano, a fronte delle 15 medaglie vinte.

    Un traguardo importante e prestigioso, che contribuisce a portare l’Italia al primo posto assoluto nella classifica non ufficiale delle nazioni rappresentate, con 487 medaglie totali. Seguono a lunga distanza i viticoltori tedeschi, con 307 medaglie, che per la prima volta superano i loro omologhi spagnoli (283); quarto e quinto posto per Portogallo (132) e Francia (122).

    Mondus Vini è una delle competizioni più importanti del mondo nel suo genere, che nei suoi due appuntamenti annuali (uno ad agosto e uno a febbraio) vede gareggiare oltre 10mila tra vini, spumanti e vini liquorosi, valutati da una giuria internazionale di esperti enologi, viticoltori, rivenditori specializzati e sommelier: in quest’occasione i giurati erano 170, provenienti da 45 Paesi diversi.

    La degustazione è avvenuta a bottiglia anonima e secondo il metodo di valutazione internazionale di 100 punti dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV), riconosciuto anche dall’Unione Internazionale degli Enologi (UIOE).

    Notevoli i risultati complessivi della manifestazione, che ha assegnato 14 grandi medaglie d’oro (per i vini che ottengono un punteggio di almeno 95), 818 d’oro (almeno 90 punti) e 928 d’argento (almeno 85).

    Oltre a Caviro, ad aggiudicarsi il premio come migliori produttori per i rispettivi Paesi sono stati: per l’Australia Casella Family Brands (12 medaglie), dal Cile Viña Luis Felipe Edwards (12 medaglie), dalla Germania Vier Jahreszeiten Winzer eG (16 medaglie), dalla Francia Vranken-Pommery (12 medaglie), dalla Nuova Zelanda Marisco Vineyards (23 medaglie), dal Portogallo Casa Ermelinda Freitas – Vinhos (9 medaglie), dalla Spagna Felix Solis Avantis (14 medaglie) e dal Sudafrica KWV (8 medaglie).