Gruppo Caviro ha celebrato un traguardo che rappresenta un punto di svolta nella storia della cooperazione agricola italiana: sessant’anni di attività, sessant’anni di crescita, sostenibilità e visione condivisa. L’evento, ospitato nello stabilimento di Forlì, ha riunito la base sociale proveniente da otto regioni italiane, insieme ai rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali e al mondo cooperativo.
Fondata nel 1966, Caviro è oggi la più grande cantina d’Italia e una realtà di riferimento internazionale. Con un fatturato di 351 milioni di euro, una base sociale di 11.500 viticoltori e 36.200 ettari vitati, la cooperativa guida il mercato nazionale e raggiunge 90 mercati esteri, confermando la solidità di un modello capace di unire efficienza industriale, radicamento territoriale e visione strategica.
Con un modello capace di coordinare una filiera complessa e generare valore per l’intero sistema agricolo nazionale, il Gruppo opera lungo l’intera piramide del valore del vino italiano: dall’offerta di Cantine Caviro, che rende accessibile ogni giorno la qualità a milioni di consumatori, al polo Tenute Caviro, che riunisce marchi e aziende premium espressione distintiva di territori iconici come la Toscana e il Veneto, con Leonardo da Vinci e Gerardo Cesari. Due anime complementari che trovano unità nel modello cooperativo, capace di coniugare radicamento territoriale, efficienza industriale e presidio dei mercati internazionali.
Durante la celebrazione, il Presidente Carlo Dalmonte ha sottolineato l’importanza del ruolo della base sociale nella crescita del Gruppo: “Da sessant’anni siamo impegnati nella valorizzazione del lavoro dei soci, con l’obiettivo di garantirne competitività e redditività. È per questo che festeggiamo insieme: il nostro percorso è fatto di persone che innovano restando fedeli alle proprie radici.”
Caviro continua a distinguersi per la capacità di trasformare gli scarti in risorse, dando vita a un modello di economia circolare unico nel panorama nazionale. Attraverso la rigenerazione dei sottoprodotti della filiera agroalimentare e degli scarti vegetali, il Gruppo produce energie rinnovabili, fertilizzanti naturali e ingredienti destinati ai comparti alimentare, cosmetico, farmaceutico e industriale. Un sistema che chiude il ciclo “dalla vigna alla vigna”, riduce l’impatto ambientale e restituisce valore alla terra.
La ricorrenza dei sessant’anni non rappresenta solo un traguardo, ma un nuovo punto di partenza. Come ha ricordato il Presidente Dalmonte, l’impegno del Gruppo continuerà a concentrarsi su sostenibilità, competitività e innovazione, con un’attenzione crescente ai mercati esteri e ai segmenti emergenti, tra cui i vini a bassa gradazione alcolica.
Caviro entra nel suo settimo decennio con la consapevolezza del percorso compiuto e l’ambizione di continuare a costruire, insieme ai suoi soci, un futuro in cui qualità, cooperazione e responsabilità restano i pilastri fondamentali.



