Caviro

Nuovo cortometraggio di Paolo Cevoli per Vigneti Romio, dedicato al Famoso Rubicone IGT

La protagonista del video questa volta è Anita che, nata e cresciuta nelle terre del Nord, si appassiona ad una storia accaduta in Riviera, durante le vacanze estive, tanto, tanto tempo fa

Prosegue il sodalizio tra il Gruppo Caviro e Paolo Cevoli. Uniti dalla passione per le tradizioni e per il buon vino, ormai da diversi mesi il comico e attore di Riccione e la cooperativa faentina stanno raccontando la terra di Romagna attraverso le immagini, i profumi e i sapori che l’hanno resa celebre e amata in tutto il mondo. 

Il nuovo lavoro nato dall’incontro di Cevoli con i vini della Linea Vigneti Romio di Caviro è ispirato al Famoso Rubicone IGT, un vino profumato e fruttato che richiama leggerezza e vitalità. E che ricorda la spensieratezza dell’estate e delle vacanze di cui la Romagna è icona.

Nel cortometraggio, come sempre scritto e interpretato da Paolo Cevoli, l’attore dialoga con Anita, bimba nata e cresciuta nelle terre del Nord, che ogni sera si fa raccontare una favola dalla mamma. La sua preferita parla della Riviera Romagnola “dove tutti ti incontrano con un sorriso, e dove si mangiano cibi deliziosi”. E di quando la mamma ha incontrato il suo Principe Azzurro che, come nella migliore tradizione cinematografica (e non solo), si rivela essere l’aitante “bagnino” della spiaggia in canottiera rossa e fisico statuario… o quasi.

Come già dimostrato con i precedenti cortometraggi della serie “Ti verso una storia” dedicati alla Linea Vigneti Romio, con i suoi racconti Cevoli è in grado di far sorridere ed emozionare, evocando paesaggi e sapori che fanno parte dell’immaginario di tutti e che, oggi come non mai, richiamano la leggerezza e il piacere della convivialità.

Il Famoso Rubicone IGT è appunto definito, da chi lo fa, “Spensierato. Come una vacanza estiva” e riporta in etichetta la xilografia di una donna sorridente seduta in spiaggia sotto l’ombrellone. L’immagine si ispira alla tradizione Romagnola un tempo riportata su riviste come «La Pié», attualizzata in una versione sognante felliniana. La Pié era una pubblicazione, ora non più edita, fondata nel 1920 che è diventata nel tempo uno strumento di conservazione e divulgazione di tutto ciò che costituisce carattere e storia della Romagna.